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Scoprire / Cultura e Festival  / I musei
I musei - La fotografia - La musica - L'arte contemporanea - La lettura - Il teatro - I gemellaggi

I musei di arles, al di là dell'opera di conservazione di oggetti e delle opere del passato, offrono ai visitatori una varietà di immagini e di rappresentazioni tradizionali e contemporanee.

Arles possiede 3 musei notevoli :
  • Il Museo Arles antico e dipartimentale , presenta all'interno di un vasto, edificio contemporaneo costruito da henri ciriani sui resti dell’antico circo romano, l'insieme delle collezioni archeologiche d’Arles. Queste testimonianze archeologiche sono esposte lungo un percorso cronologico e tematico (la romanizzazione, l'esercito, la società arlesiana, il commercio…). La visita del museo permette cosi un approccio globale e didattico (grazie soprattutto ai plastici) della storia della città romana, in cui quotidiano e monumentale convivono (oggettio del quotidiano, elementi d’ architettura, mosaici, sarcofagi…). La visita del museo si rivela indispensabile per chi vuole immergersi nella memoria della città, dei suoi abitanti, dei suoi monumenti. un luogo indispensabile per capire meglio i grandi siti archeologici del centro città. : qui infatti si possono ammirare i plastici dei monumenti per farsi un’idea giusta della città e della sua evoluzione (www.arles-antique.cg13.fr). Il museo propone un programma d’attività diverse lungo tutto l’anno (laboratori di restauro dei mosaici, conferenze, escursioni e stages archeologici).

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  • IL MUSÉO RÉATTU , ubicato sul lungo rodano, nell’antico grande priorato dell’ordine di malta, ospita accanto a opere comprese tra il xvii e il xix secolo, alcuni disegni e dipinti di picasso e altre opere d’arte contemporanea.
    Tutta l’attività del museo , mostre temporanee, acquisizioni, proposte al publico, sono centrate sulla creazione artistica contemporanea.
    • LO SPIRITO DEL LUOGO

        Alll’incrocio tra il rodano e il cardo (asse nord/sud della città romana), il luogo deve la sua vocazione artistica a jacques réattu, pittore arlesiano. grand prix di roma nel 1790, il quale acquisto’ l’edificio per viverci e lavorarci.
        60 anni prima dell’idea di un « atelier du midi » Vincent Van Gogh , già il sogno del pittore era di accogliere degli artisti in residenza per offrir loro l’intensità del paesaggio arlesiano.
        Con le opere del pittore, il museo ha ereditato anche di questo sogno. Il museo réattu, un laboratorio al servizio della creazione. Uno dei principali fili conduttori della politica del museo e’ l’architettura. la quale serve da passerella tra l’arte e la vita quotidiana e permette un approccio trasversale delle collezioni.
        Questa politica promuove la mescolanza dei generi, l’incontro di publici diversi e conferisce al museo questa funzione di « laboratorio » all’interno della quale l’artista occupa un posto essenziale.

      LE DATE IMPORTANTI DEL MUSEO

      • 1868  nascita del museo
        Il museo è creato nel 1868 a partire dalle collezioni e dalle opere di Jacques Réattu.
        Nel dopoguerra il museo réattu ritrova l’apertura verso l’arte contemporanea e Espone Zadkine, Richier e soprattutto Picasso.
      • 1965 la prima collezione fotografica in un museo d’arte
        Nel 1965 il fotografo Lucien Clergue propone al conservatore Jean-Maurice Rouquette di creare una collezione fotografica, la prima in un museo d’arte francese.
      • 1971 la donazione Picasso
        Al termine della seconda mostra del museo, Picasso mostra il suo legame con la città offrendo al museo 57 disegni, sorta di diario del pittore.
      • 1980 prima commessa per il chiostro Saint-Trophime
        Il museo inizia con toni grandi una politica di commesse invitando scultori e fotografi a creare delle opere in risonanza con il patrimonio della città.

      LE COLLEZIONI PERMANENTI

      • 12 sale sono consacrate a Jacques Réattu: le sue opere, i dipinti storici, le allegorie rivoluzionarie o i cartoni. le sue collezioni personali (principalmente dipinti del xvii secolo); le opere della sua cerchia (come l’atelier de peinture di suo zio Antoine Raspail)
      • 3 sale ospitano i disegni e i dipinti di Picasso
      • gli altri spazi (cortile, logge, cappella…) sono consacrate alle sculture di Germaine Richier et Ossip Zadkine e alle collezioni contemporanee (Alechinsky, Toni Grand, Bernard Pagès …) o alle mostre temporanee
      • una sala è riservata alla fotografia
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  • IL MUSEON ARLATEN, museo provinciale d’etnografia, con sede nel palazzo laval-castellane del XV secolo, è creato da Frédéric Mistral, scrittore regionalista, nel 1896. esso accoglie abiti, mobilio, utensili da lavoro, oggetti di culto e di superstizione che illustrano la vita dei provenzali del XIX secolo.

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  • IL MUSÉO DELLA CAMARGUE
    Nel 1973 la Fondazione del Parco Naturale Regionale di Camarga acquisisce una parte dei locali e delle terre della fattoria del Pont de Rousty per farne il Museo della Camarga.
    Il museo è istallato nello spazio dell'antico ovile. Ripercorre l'evoluzione dei paesaggi e delle attività umane dalla formazione geologica del delta del rodano fino al XX secolo. Vi si ritrova anche la ricostruzione della vita in un Mas del XIX secolo.
    Un sentiero pedestre di 3.5 km permette di conoscere le sistemazioni agricole attuali: istallazioni idrauliche, viticoltura, risicoltura, produzione di sale marino, canneti, stagni ma anche le preoccupazioni per la protezione dell'ambiente.

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